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Rossi
intensi, bianchi sfibrati, blu un po’ castigati, gialli
insinuanti, verdi cangianti e birichini: tutto par fluire in
modo autonomo dalla tavolozza di Vittorio Agostini.
La
magia dell’artista veneto è un’evidenza. Converrà
prenderne atto. Quest’arte non si presta ad equivoci. Se mai,
saremo perplessi sull’aggettivo da aggiungerle. E’
“neo-realismo”, “realismo onirico”, o altro ancora? Poco
importa; quel che conta é al di là delle definizioni e delle
etichette, d’intuire il senso del discordo dell’artista di
Verona (per l’esattezza: nato a Povegliano veronese).
Mi
pare difficile superare Vittorio Agostini in maestria di
pennello.
Le
sue tele parlano di un impegno tenace di paziente artigiano
veneto dei tempi che furono.
Siamo
di fronte ad un pittore che ha raggiunto ormai una maturità
d’espressione che gli permette audacie e ripensamenti nel
medesimo tempo.
Così
i temi più diversi si susseguono. Si va da soggetti sacri,
gravi ed austeri, a quelli profani.
Molto
notevole appare poi il senso del rapporto tra forma e colore,
che, pur nella prevalenza del secondo sulla prima, sa alternare
e scambiare i ruoli, impedendone la fissità. E’ il segreto di
quel suo balenare d’oggetti che paiono sempre pronti ad
assumere dimensioni nuove.
Così
l’immaginario s’impianta nel cuore del reale, sotto il
sorriso di Vittorio Agostini.
Si
tratta proprio di sfuggire al già detto e fatto, in uno slancio
di riconquista di orizzonti ora antichi ed ora nuovi.
Ecco
dunque le forme rincorrersi nello spazio, sommandosi e
sottraendosi, in un gioco vertiginoso, che ci sorprende per la
sua audacia e la sua ironia.
Tutto
vibra, tutto parla, tutto si manifesta, colla semplicità un
po’ estro che è il marchio di fabbrica dell’artista veneto.
Constatiamo, poi, l’assenza di pretese e di retoriche.
Non
c’è dubbio: siamo di fronte ad un uomo che ha già detto ed
ha ancora da dire e da insegnare nell’ambito della ricerca
pittorica.
Pittore-poeta
più ispirato che applicato, Vittorio Agostini ha tutti i numeri
per ottenere un ampio, legittimo consenso.
Prof. Vittorio Abrami –Fi--
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